vittima della mia mente

Ti sei mai sentito vittima della tua stessa mente? Se la tua risposta è si leggi qui!

 

Durante una serata che ho tenuto qualche giorno fa sul tema “Neuroscienze e felicità” una partecipante mi ha detto che spesso sente di non essere lei a decidere della propria vita ma la sua mente, che si sente in balia dei suoi pensieri, trascintata in emozioni negative fuori dal suo controllo.

Anche a me, prima di intraprendere la mia carriera di formatore e coach, capitava di avere l’impressione di essere vittima della mia stessa mente, sentivo come se ci fosse qualcosa che mi stesse sabotando ma non riuscivo a capire cosa fosse.

Ricordo che le mie riflessioni a riguardo non erano così lucide e chiaramente orientate al problema reale, ma ricordo bene come mi facevano sentire. Se anche a te sta capitando, come capitava a me, di non riuscire a prendere sonno la sera perché i tuoi pensieri si susseguono uno dietro l’altro in un vortice che ti porta a stare sempre peggio allora questo articolo può essere un primo passo nella giusta direzione.

Ci sono diversi studi e ricerche su questo tema e tutte mettono in forte evidenza come negli ultimi cinquant’anni sia aumentato esponenzialmente il numero di persone che vive brevi o prolungati momenti d’ansia.

Oggi viviamo in una realtà decisamente più facile rispetto anche solo a quella dei nostri nonni, proprio in un mio articolo ho parlato delle tante cose di cui dovremmo essere grati, quindi mi chiedo qual è il motivo per cui non riusciamo a vivere una vita serena?

Semplice, non ce l’hanno insegnato!

Proprio così, le ultime ricerche neuroscientifiche, così come le più antiche filosofie spirituali, ci dicono che la felicità può essere imparata, insegnata e sviluppata, e io, come Happiness Coach, ne ho fatto il mio lavoro!

Durante i miei incontri sulla felicità trattiamo anche un altro aspetto di questa situazione: approfondiamo quali sono i meccanismi della nostra mente che ci fanno vivere male, quelli a cui noi stessi diamo vita e che ci provocano sofferenza.

Molto spesso cadiamo nei tranelli della nostra mente perché ci manca l’informazione, non sappiamo di non sapere, non conosciamo i principali errori che tendiamo a fare e che ci portano ad abbassare il nostro umore, a complicarci la vita, a non riuscire ad essere felici.

In questo articolo ti presento questi schemi di pensiero che tendono, quando li mettiamo in atto, a sabotarci, a bloccare le nostre capacità, i nostri talenti, il nostro potenziale.

Ecco gli schemi mentali che ci allontanano dalla nostra serenità, gioia e felicità:

Accumulatore: compulsivo, seriale…quando sentiamo di avere bisogni che in realtà non abbiamo e lo manifestiamo comperando cose di cui non abbiamo bisogno, esorcizzando questa paura di mancanza circondandoci di cose inutili. Spesso ne parlo nei miei articoli sul Project 333

Accusatore: quando cerchiamo il colpevole della situazione che stiamo vivendo o che si è manifestata fuori da noi. L’indice è sempre rivolto verso l’esterno e mai verso di sè.

Bravo bambino: quando diciamo sempre si, anche quando vorremmo dire no e poi, in silenzio, ne soffriamo o ci lamentiamo.

Catastrofico: l’immagine del futuro non prevede niente di buono, prevediamo catastrofi e apocalissi dietro ogni angolo.

Controllore compulsivo: viviamo con l’ansia di dover tenere tutto sotto controllo, di dover sorvegliare ogni cosa. Non esiste delega e fiducia nelle capacità del prossimo.

Drammatico: si entra in modalità drammatico quando il timone della nostra vita viene ceduto nelle mani delle nostre emozioni più tristi e negative.

Generalizzatore: “tutti” e “sempre” sono i pilastri portanti della nostra comunicazione.

Impegnato: è il comportamento che assumiamo quando abbiamo paura di accorgerci che stiamo male. Pur di non prenderci del tempo per chiederci come ci sentono riempiono l’agenda di impegni, anche inutili. Abbiamo il terrore di rimanere da soli perchè saremmo costretti ad ascoltarci. Appena il rumore intorno smette lo ricreiamo con i social o altro pur di non dover risposndere alla domanda: “come sto veramente?”

Indovino: ancora prima che capiti sappiamo già tutto. “lo sapevo”, “te l’avevo detto”…sono espressioni che suonano familiari? Siamo convinti di sapere già cosa pensano gli altri.

Migliore: facciamo i primi della classe, cerchiamo sempre di essere perfetti, anche a costo di sminuire gli altri.

Minimizzatore: “si, però…” è l’incipit delle nostre frasi quando tendiamo a togliere importanza alle cose belle che ci capitano, anche se viviamo un’esperienze positiva non gli diamo la giusta importanza.

Nostalgico: “si stava meglio quando si stava peggio”. Viviamo nel passato e lo elogiamo come il periodo migliore di sempre a discapito dell’oggi.

Facciamo Paragoni tra il nostro stato e quello degli altri, ma anche tra quello che capita a uno o all’altro…abbiamo sempre il focus sugli altri.

Prudente: è il sistema operativo che mettiamo in atto quando non vogliamo rischiare, abbiamo paura e timore di tutto quello che potrebbe accaderci.

Tiranno di se stesso: ci attribuiamo doveri e compiti che spesso non sono neanche necessari perché è giusto così. “Devi farlo!”

Vittima: il mondo è cattivo e io ne faccio le spese, io sono la vittima che deve subire tutte le ingiustizie e non posso mai fare niente per evitarlo.

 

Queste sono le sedici modalità più comuni che mettiamo in campo. Spesso ne usiamo anche più di una, interagiscono tra loro, una porta all’altra o una tira l’altra, ma ci è sufficiente essere “vittima” anche solo di una di queste per non essere in grado di goderci la vita.

Come in ogni sessione di coaching, diamoci un obiettivo: eliminare, o almeno diminuire, la sofferenza psicologica ed emotiva che ci auto-infliggiamo quasi giornalmente.

Farlo non è facile, e un percorso di coaching potrebbe essere utile, intanto, però, puoi iniziare con un primo passo: accorgertene!

Proprio così, impeganti a “vedere con la mente” quando una o più di queste sedici modalità entra in funzione nella tua vita. Notala, fermati, annotala e indagane le cause, chiediti cosa puoi fare di nuovo e di diverso, o ancora cosa puoi smettere di fare che crea conflitti e sofferenze.

Vuoi approfondire questi temi?

Vuoi saperne di più sul funzionamento della nostra mente?

Vuoi finalmente scoprire come “funzioniamo”?

Ti aspetto ai miei corsi, durante i quali avrai la possibilità di sperimentare e fare tue le ultime scoperte neuroscientifiche oltre che le mie tecniche e conoscenze di coaching.

A presto

Elisa

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