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Felicità sul posto di lavoro: scopri come l’Happiness Coaching può aumentare la tua produttività!

Come Happiness Coach e, da qualche settimana formatore e consulente della società di consulenza BEcons, ho molto a cuore il tema della felicità e del benessere sul posto di lavoro.

Per anni mi sono imbattutra nella domanda “Che cos’è la felicità?”

A questa domanda hanno cercato e ancora cercano risposte filosofi, religiosi, pensatori… il mio maestro e mentore Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama, che nel 2016 mi ha accompagnato in un processo di consapevolezza profonda proprio in merito a questo tema, definisce la felicità come “il risultato di un insieme di qualità umane fondamentali” tra queste annovera la compassione, prima e fondamentale, oltre che la pace interiore, da tutti perseguibile grazie alla meditazione, la forza d’animo e la capacità di gestire le relazioni interpersonali oltre che i pensieri e le emozioni.

Da quando nel 2016 ho avuto l’onore di studiare con lui, ho deciso di allargare il campo d’azione del mio Happiness Coaching non solo alla sfera personale dei miei clienti ma anche a quella lavorativa. Infatti, tutte queste qualità umane sono coltivabili e implementabili non solo nel nostro ambiente privato ma, anche, sul posto di lavoro, luogo in cui, si è stimato, passiamo un terzo delle nostre vite.

Qual è lo scopo di un percorso di Happiness Coaching all’interno di un’azienda?

Dal 2016 come libera professionista e oggi come co-fondatore di BEcons, società che basa ogni sua formazione e consulenza proprio sul benessere aziendale, il mio obiettivo è supportare le realtà con cui collaboro nella creazione di un ambiente più sereno e produttivo.

Gli ultimi dati del World Happiness Report, mettono l’Italia al 47esimo posto tra i paesi più felici del 2018 (al primo posto c’è la Finlandia).

Altre ricerche e studi statistici hanno rivelato che noi italiani lavoriamo oltre 200 ore in più dei francesi e oltre 300 ore in più dei tedeschi...scommetto che ti starai chiedendo, alla luce di questi fatti, come mai il PIL di questi paesi è più alto di quello italiano e la disoccupazione più bassa?

Anni fa me lo sono chiesta anch’io e andando ad approfondire con più attenzione questi numeri ho scoperto che nei paesi in cui l’orario di lavoro è minore si produce più ricchezza individuale e anche la disoccupazione subisce una diminuzione importante.

Purtroppo, in Italia, siamo ancora convinti che maggiori sono le ore di lavoro e maggiore è la produttività. Siamo ancora strutturati per sfruttare oltre il limite le capacità di energia, tempo e attenzione delle persone senza accorgerci che, sia dal punto di vista neuropsicologico che da quello fisico, questo comportamento è contro producente. Quando ho percorso i miei primi passi nel mondo del lavoro, anch’io ero convinta di questa equazione, poi analizzandomi e analizzando i dati dei miei clienti, mi sono accorta che spesso confondiamo il tempo realmente produttivo con il tempo in cui siamo impegnati a “fare cose”, a riempire il tempo senza uno scopo ben preciso…è capitato anche a te? Prova a farci caso!

Oggi posso essere testimone che un ambiente positivo e propositivo e un benessere generale delle persone e delle aziende migliorano sia i risultati dal punto di vista della produttività aziendale, che il livello di felicità della collettività.

La tua Happiness Coach,

Elisa.

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