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Cos’è lo stress? Ce lo facciamo raccontare da Giulio Cesare Giacobbe

Oggi ti parlo dello stress e lo faccio citando alcune parti del consigliatissimo libro di Giulio Cesare Giacobbe: “Vademecum Antistress”.

Lo trovi qui: “Vademecum antistress. Da portare sempre con sé e da consultare in caso di necessità”


 

Dato di fatto: sei sotto stress se non riesci a fare silenzio dentro di te.

Lo stress si manifesta nel corpo, sotto forma di contrazione muscolare, ma ha origine nella nostra mente come un pensiero compulsivo.

La fabbrica dello stress è il nostro cervello (ne ho parlato in questo video). Dal punto di vista biologico funziona così: il cervello invia un segnale di paura/pericolo alle ghiandole surrenali che immettono adrenalina nel sangue, l’adrenalina provoca la contrazione muscolare (di cui sopra) che ci fa scappare dal pericolo; infatti è proprio lo stress che ci spinge a reagire alle aggressioni, che ci ha fatto sopravvivere ai predatori della Savana per intenderci, o che ci fa correre via se una macchina punta proprio nella nostra direzione!

La paura è la risposta che noi esseri viventi diamo alle aggressioni. (Vi ricordate? Ghiandole surrenali, adrenalina, Savana…). Lo stress è finalizzato all’azione. L’azione scarica lo stress. Detta così non ci dovrebbero essere problemi.

Ma se lo stress invece che da una aggressione dalla quale possiamo scappare ci viene provocato da imprevisti, malattie, povertà, solitudine, vecchiaia, morte…come possiamo sfuggirvi? I nostri muscoli rimangono contratti, non scarichiamo la tensione e diventa contrazione muscolare cronica. Lo stress ci rimane incollato addosso e ci costringe a vivere in uno stato di perenne stress provocato dalla paura.

Questo capita quando lo stress ci viene dalle nostre paure immaginarie.

Paura reale: scarichiamo lo stress con la fuga.

Paura immaginaria: dove scappiamo?

Il nostro compito per eliminare lo stress dalle nostre vite consiste nell’eliminare le paure immaginarie, quelle paure, cioè, in cui l’aggressore non è fisicamente presente ma solo pensato.

È il pensiero che ci frega, abbiamo la corteccia cerebrale che ci permette di pensare (di questo te ne ho parlato qui!).

Ma un passo per volta, vediamo cos’è il pensiero. Il pensiero è la simulazione della realtà, come ci dice Giacobbe. Noi creiamo le paure immaginarie pensando pericoli che non sono nella realtà in questo momento. 

Se un pericolo è nella realtà lo affronti, affrontare la realtà non crea stress perché scarichi subito l’adrenalina con l’azione.

Viviamo in una realtà di stress continuo perché siamo bravissimi a creare paure immaginarie, confondiamo la realtà con il possibile ma le paure immaginarie riguardano il possibile, non la realtà.

Il possibile non è reale.

L’universo possibile è infinito.

L’universo reale no.

L’universo reale è finito.

Quindi il possibile non è reale.

Il mondo del possibile è soltanto nella nostra mente.

Ma il mondo della mente non è reale.

Il mondo della realtà è reale, ma poiché viviamo per lo più nella mente, abbiamo finito per credere che quello che pensiamo sia reale. È così che nascono nevrosi e pazzia! Dobbiamo iniziare a distinguere fra pensiero e realtà!

Come primo passo definiamo realtà: per Giacobbe la realtà è ciò che percepiamo con i sensi qui e ora. La chiamiamo realtà perché costituisce una conoscenza comune. Quindi, considerato che i nostri pensieri sono solo nella nostra testa questi non costituiscono una conoscenza comune, questi non sono reali.

Il fatto che il mondo della mente non sia reale non significa che non abbia rapporti con la realtà. Il mondo della mente, infatti, interferisce con la realtà: se hai paura per qualcosa che hai pensato questa ti provoca stress e lo stress è reale, lo possono vedere tutti!

Facciamo un altro passo avanti nel libro di Giacobbe, ma anche nel nostro viaggio verso una vita senza stress. Abbiamo detto che è nel mondo della mente che tutto ha inizio ma, esattamente, cos’è la mente? La mente è la nostra attività percettiva.

L’oggetto è il cervello, l’organo biologico che esercita delle funzioni, non la mente. La funzione principale del cervello è la percezione, ogni contenuto mentale costituisce una percezione che distinguiamo in: sensazioni, emozioni e pensieri. Il succedersi delle percezioni costituisce ciò che noi chiamiamo mente.

Sensazioni: prodotte da stimoli provenienti dall’ambiente.

Emozioni: prodotte dalla memoria.

Pensieri: si articolano sotto forma di linguaggio. Il pensiero è costituito da idee. Si dice che le idee cambino la realtà, ma la verità è che sono le azioni provocate dalle idee che cambiano la realtà. Le azioni, come lo stress, vengono progettate dalla mente, dobbiamo quindi agire sulla mente se vogliamo eliminarlo.

Come? Impedendo alla nostra mente di costruire paure immaginarie.

Come? Attivando la funzione del cervello che chiamiamo coscienza.

Ma cos’è la coscienza?

Giacobbe la definisce come “la facoltà di percepire la propria attività percettiva, l’osservazione dei propri pensieri, delle proprie emozioni, delle proprie sensazioni come se le osservassimo dall’esterno; il cervello che vede se stesso, la propria attività.”

Il solo fatto di osservare i nostri pensieri come oggetti distinti da noi, li priva della loro carica emotiva quindi dissolve le paure immaginarie.

Ricorda che non sei tu che produci i tuoi pensieri ma la tua memoria. Non ci credi? Prova a smettere di pensare. Ci sei riuscito? No, perché il pensiero è automatico, lo produce in autonomia la nostra memoria. Dobbiamo essere consapevoli che il pensiero è prodotto automaticamente dalla nostra memoria…e anche le nostre paure! Nel momento stesso in cui diventi consapevole che le tue paure non sono reali ma create dalla tua memoria, queste perdono il loro potere su di te. 

Liberi la mente…puoi arrivare a quello che i Buddisti definiscono la nostra condizione naturale, il Nirvana, arrivi a creare il vuoto mentale, questo vuoto è la condizione che dovremmo cercare di mantenere il più a lungo possibile.

Facile? Si, ma ci vuole davvero tanto impegno! Non siamo abituati a fare silenzio, abbiamo un bisogno compulsivo di riempire la nostra mente con qualcosa e l’arte, la letteratura, la televisone, i social…servono proprio a questo a riempirla dando vita a una sorta di bulimia psichica.

Per liberarci dalle paure immaginarie dobbiamo fare il vuoto mentale.

Come realiziamo il vuoto? Prova subito, fai dieci respiri profondi fino a calmare il respiro.

Ti riporto un estratto di “Vita di Siddhartha il Buddha” di Thich Nhat Hanh che lo spiega così:

Ispirando, siete consapevoli di inspirare. Espirando, siete consapevoli di espirare. Praticando la consapevolezza del respiro, focalizzate la mente soltanto sul respiro. I pensieri vani cesseranno e dimorerete nella presenza mentale. Se siete copnsapevoli del respiro, state dimorando nella presenza mentale, i pensieri non vi trascineranno via. Basta un solo respiro per raggiungere il risveglio.

Quando hai fatto il vuoto mentale guarda il mondo che ti circonda, il mondo che ti circonda è la realtà. Scoprirai intorno a te un mondo che ti eri dimenticato, anzi disabituato a vedere: la natura!

La natura è il nostro vero ambiente naturale, è lì che siamo nati come essere umani e ci siamo evoluti. La natura è armonia ci insegna il Tao.

A questo punto abbiamo capito che per agire per smettere di essere stressati dobbiamo agire nella realtà senza la paura della mente, in una sola parola Zen.

Lo Zen è l’azione compiuta con l’attenzione rivolta all’azione e alla sua interazione con l’ambiente, senza interferenza del pensiero.

Te lo ripeto: lo Zen è l’azione compiuta con l’attenzione rivolta all’azione e alla sua interazione con l’ambiente, senza interferenza del pensiero. Pensare soltanto a ciò che si deve fare: un pensiero che si trasforma immediatamente in azione è un pensiero sano.

Zen è stare attenti alla realtà e interagire con essa, pensando quel poco che basta per agire. Lo Zen è vuoto mentale, presenza nella realtà, azione; vivere nella serenità della mente e nella efficienza del corpo.

Concludo questo articolo con uno dei diversi mantra che Giacobbe scrive nel suo libro, il libro in realtà termina con il diventare un Buddha, ma lascio a te la lettura di questo passo così importante.

Io sono (inspira)

qui ora (espira)

nel mondo (inspira)

che mi circonda. (espira)

Questa (inpira)

è la realtà. (espira)

Nella realtà (inpira)

non c’è nessun pericolo. (espira)

 

Desideri approfondire questo tema e lavorare insieme sulla gestione dello stress? Contattami e programmiamo insieme una chiamata Skype conoscitiva.

A presto!

Elisa

 

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