Liberamente tratto da “Le sette regole per avere successo” di Stephen R. Covey

Come fare un salto di paradigma

Il modo in cui vediamo le cose – paradigma – è la fonte del nostro modo di pensare e del nostro modo di agire.

La parola “paradigma” deriva dal greco e in origine veniva usata prevalentemente in ambito scientifico; oggi viene comunemente usata per indicare un modello, una teoria, un modo di percepire, un prospetto o un sistema di riferimento. In senso più generale è il modo in cui noi percepiamo il mondo: non nei termini del senso fisico della vista ma nei termini del percepire, comprendere, interpretare.

Un modo semplice di comprendere i paradigmi è di vederli come mappe, noi sappiamo bene che la mappa non è il territorio. Una mappa è semplicemente una rappresentazione di certi aspetti del territorio ed è esattamente quello che fa un paradigma: è una spiegazione, una descrizione, un modello di qualcos’altro.

Il primo e più importante requisito per il successo, qualsiasi cosa significhi successo per te, è la precisione della mappa.

Ognuno di noi ha nella propria testa moltissime mappe che possono essere divise in due categorie principali: Mappe di come le cose sono (Mappe della realtà), e Mappe di come le cose dovrebbero essere (Mappe dei valori).

Noi interpretiamo tutto quello che percepiamo attraverso queste mappe mentali e raramente le mettiamo in discussione, anzi il più delle volte non sappiamo neanche di averle. I nostri atteggiamenti e i nostri comportamenti nascono proprio da queste credenze.

Ti faccio un esempio: tu cosa vedi?

paradigmi

I casi sono due: puoi aver risposto o una giovane donna che guarda alla sua destra o un’anziana che guarda difronte a sè.

Quindi: “Da che parte stiamo dipende da dove siamo seduti”, in altre parole per quanto chiaramente e obiettivamente vediamo qualcosa ci stiamo cominciando a rendere conto che gli vedono le stesse cose in modo diverso in base a un proprio punto di vista altrettanto chiaro e obiettivo, seppur diverso dal nostro.

Il salto di paradigma

Il termine salto di paradigma fu introdotto da Thomas Kuhn.

Kuhn dimostrò come quasi tutte le importanti innovazioni nel campo della ricerca scientifica rappresentino in primo luogo una rottura con la tradizione, con vecchi moduli di pensiero con vecchi paradigmi, ci basti pensare a Copernico, Newton, Einstein…

Se vogliamo fare cambiamenti relativamente modesti nella nostra vita forse possiamo focalizzarci in modo appropriato sui nostri atteggiamenti e comportamenti ma se vogliamo operare un cambiamento importante e rivoluzionario dobbiamo lavorare sui nostri paradigmi fondanti.

“Per ogni 1000 persone che colpiscono le foglie dell’albero del male, ce n’è una sola che ne aggredisce la radice”

Noi possiamo ottenere miglioramenti decisivi nella nostra vita solo se smettiamo di colpire le foglie che è l’aspetto di manifestazione e ci mettiamo a lavorare alla radice cioè ai paradigmi che sono all’origine di queste foglie.

Possiamo concludere che il problema è il nostro modo di vedere il problema.

La soluzione? Quella che attuo con i miei clienti di coaching: mettere in discussione la tua realtà, le tue convinzioni, i tuoi paradigmi, appunto!

“Noi non dobbiamo cessare di esplorare, e il fine di tutta la nostra esplorazione sarà proprio di arrivare là dove cominciammo e di conoscere quel posto per la prima volta” – T. S. Eliot

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